venerdì 10 marzo 2017

SAN FRANCESCO Salmo 50

SALMO 50,3-9
Pietà di me, o Dio, secondo la tua misericordia;
nella tua grande bontà cancella il mio peccato.
Lavami da tutte le mie colpe,
mondami dal mio peccato.
Riconosco la mia colpa,
il mio peccato mi sta sempre dinanzi.
Contro di te, contro te solo ho peccato,
quello che è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto;
perciò sei giusto quando parli,
retto nel tuo giudizio.
Ecco, nella colpa sono stato generato,
nel peccato mi ha concepito mia madre.
Ma tu vuoi la sincerità del cuore
e nell'intimo m'insegni la sapienza.
Purificami con issopo e sarò mondo;
lavami e sarò più bianco della neve.
“PIETÀ DI ME, O DIO, SECONDO LA TUA MISERICORDIA”
In queste parole, c’è un evidente desiderio da parte del Salmista, Re Davide, di chiedere pietà e perdono a Dio, appellandosi alla sua Misericordia. 
Dio vede l’interiorità spirituale dell’uomo e se ne rallegra, quando il pentimento è sincero e, come un Padre, che è la stessa BONTÀ, riaccoglie il figlio pentito e lo perdona. Ma Dio vede anche ciò che è falso pentimento e non scorge una sincera volontà di allontanarsi dal peccato, definitivamente e radicalmente. In questo caso, questa richiesta di perdono non entra nella Misericordia, anzi, la Misericordia, che è Santa e Divina, viene profanata e calpestata.

“LAVAMI DA TUTTE LE MIE COLPE, MONDAMI DAL MIO PECCATO”
Il Salmista, Re Davide, riconoscendosi peccatore, non solo implora la Misericordia di Dio, ma anche di essere lavato e mondato dal suo peccato.
In questa richiesta di purificazione, Dio rivolge una domanda all’uomo, cioè, se lui sia disposto a lasciarsi lavare dalle sue colpe e purificare da ogni più piccola macchia. Se l’uomo accetta tutto questo, si carica di una grande responsabilità, prima verso Dio, suo Padre, al Quale ha richiesto una totale purificazione, con due verbi quasi imperativi, cioè: lavami e mondami. 
Poi, responsabile anche verso sé stesso, nella misura della sua colpa e del successivo pentimento.In tutto ciò, è messa in opera la sua volontà. 
La sua libera scelta permetterà a Dio di usare la sua INFINITA MISERICORDIA, mai disgiunta dalla DIVINA GIUSTIZIA.

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